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26 agosto 2012

Mara Ancellotti, il trionfo della volontà








Ilaria Francesca Saba, Max non mi portare!


















Ilaria, bella vigevanese, altresì detta da Max, la donna più bianca del mondo per la sua pelle abbronzata poco ortodossa, prova a riportare i 500000 Euro nella terra lumbard per la terza volta quest'anno. 
Chissà che "il non c'è due senza tre" non esca dalla saggia teca dei proverbi per fare tappa tra i comuni mortali... A salutar speranzoso la buona riuscita dell'operazione un divanone, privo della consueta colorazione rosso fiamma per sposare una tinta roseggiante. Sì, tutte donne le supporters della nostra Ilaria della Bassa. A partire da sinistra, Tina, l'affabile mamma, segue la silenziosa cognata, si passa alla carinissima sorella e conclude il gruppo la tenerissima figlioletta, Gloria. 

30 maggio 2011

Alois Simon Thurner, il ritorno di un freundchen su questi schermi.

Ma questo qua mi ricorda qualcuno... Dove l'ho visto?
Marzo 2010, idi di Marzo per essere precisi. Un sordido complotto uscì dalle frange oscure di palazzo per colpire la creatura prediletta del fanpacchista. Il giorno prima, potremmo definirla la "classica" quiete prima della tempesta, fece visita alla giostra dei pacchi un graditissimo pennuto... E non era certo Gufo De Gufis!
Dagli evocativi cieli del Sud Tirolo, arrivò una cicogna baffuta recante un fardello carico di belle speranze. Dentro c'era Alois Simon Thurner. C'era Alois, ma noi non lo sapevamo.

26 maggio 2011

Sabbatino Petrocco, l'Abruzzo non finisce mai di stupirci!



Abruzzo, terra di tesori inestimabili...


Dopo il sensazionale Asperino, astonautico protagonista di incontri ravvicinati del terzo tipo con quel marziano di Max Giusti, nonchè di una partita dai risvolti particolarmente siderali, (prossimamente un post su queste frequenze), è la volta di Pasqualina Virgilii, la donna segugio che fiuta pacchi blu manco fossero tartufi d'Alba, pev tacev della evve moscia di estvazione nobiliave (suo gvande amove è l'ingessatissimo muvatove specializzato molisano, Luigi Cavile).

Ultima specialità della Sagra delle Sagre abruzzese è la cabeza ipertricotica di Sabatino Petrocco, non per niente, soprannominato da Giusto de Giustis, Napo Orso Capo.

02 marzo 2011

Brava brava Maria Rosa ogni cosa sai far tu...


Anche il Notaro ha provato l'ebbrezza di passare dall'altra parte della barricata



Con l'avvento della gestione maxgiustiniana i veterani diventano "merce rara". Intendiamoci, facce ricorrenti sono sempre all'ordine del giorno, solo scordatevi i soggiorni centenari che marchiavano a fuoco le edizioni precedenti. Le prima edizione, (Con Bonolis al timone della conduzione, che tempi!) reclutava il concorrente tramite la divertentissima cernita basata sul quesito a risposta multipla. Argomento: il nostro bel Stivalone e tradizioni annesse. Era la premessa ghignosa per conoscere veri e propri stakanovisti dell'astensione da risposta.
La simpatica tradizione continua con Pupo.
Quando lo scettro passa a Flavio Insinna è subito rivoluzione. La consueta giostra del Trivial Pursuit italico viene abiurata a favore dell'elezione dettata dal volere divino del sorteggio. Pratica che resiste fino ai giorni nostri. Quanti fedelissimi paladini, scelti dal dio dei pacchi prestano servizio per 3-4 lune alla tavola rettangolare di Re Flavio! Alcuni provengono da un monastero benedettino creato dall'illustre penna di Umberto Eco, mentre un paio di graziose fanciulle, rispondenti al nome di Ivana Spagna e Valentina attirano su di loro lo sguardo trasognato del volgo maschile.
L'investitura di Max Giusti fa calare il sipario su quel magico proscenio. Sotto il suo regno i concorrenti più longevi, si contano sulle dita di una mano monca. In genere, scolpiscono il loro nome sulla lastra dell'immaginario collettivo, per periodi che non superano i 60-70 giorni di permanenza. Il "centenario" pare un evento da tramandare alle classiche calende greche. Ho detto pare.
Non date mai per spacciata l'eccezione che conferma la regola. Eccola farsi beffe di chi si arroga il diritto di spacciare luoghi comuni per verità. Per l'occasione si incarna (mica scema) nel visino dolce della lucana Maria Rosa.