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26 agosto 2012

Beppe Punzo, Peppinix il Molisano




La puntata di stasera (siamo nel Febbraio 2009) vede protagonista il brigadiere in pensione, Giuseppe Punzo

Per gli amici, Peppino.
Per il pubblico del piccolo schermo, "Peppinix"

Peppinix? Sì, motivo imputabile alla somiglianza sputata con un celebre personaggio gallico dei fumetti
Mustaccioni irriducibili in primis.
In virtù di tale premessa il motto serale non poteva che celticamente essere:

Santino Delicati, Sapore di Sfiga che ho sulla pelle, quando esci dal pacco...














La sfortuna torna a segnare il destino dei concorrenti. A farne le spese è il Santino Delicati dell'Umbria, immolato all'altare delle somiglianze maxiane, come Gino Paoli del Tiburtina.

Cristiano Goretti in "Vitellozzo a colori"

Dopo un mesetto di triste esilio dalle felici lande della community ineternettiana ritorna a grande richiesta (eh, eh!) la vetrina resident-georgiana-arthuriana, suggestiva rappresentazione di quanto frulla impenitente nella mia indomita testolina. Come è giusto che sia si parla di Affari Tuoi a questa latitudine, ma non è escluso che il sottoscritto prenda ogni tanto qualche bella deviazione dalla strada principale. La diversità, si sa è il sale della vita, l'importante è non avere il colesterolo! 
Inauguriamo la sezione estiva del diarozzo con una delle mie immancabili recensioni, vero trademark della mia produzione letteraria, così tanto per tirarmela un po'. 
Si (ri)comincia con l'inedito "Vitellozzo a colori"...

Vitellozzo a Colori







30 Gennaio, anno del pacchista numero 6 (2009, per quelli che non avessero voglia di decriptare quel 6). 

Al Tiburtina è di scena uno dei pezzi di storia di Affari Tuoi come dichiara solennemente lo stesso conduttore: Cristiano Goretti, al secolo Vitellozzo. 
Cosa c'entri l'omonimo tragicomico personaggio di "Non ci resta che piangere" con questo allegro compagnone (a parte la terra d'origine toscana), di giorno professione cantoniere (di notte non si sa cosa traffichi), è un mistero che trascende le conoscenze dei più. Persino quella di chi quel nomignolo l'ha coniato alla zecca di Affari Tuoi. Al grido di "Col mi babbo" (4 dita piegate sul pollice ad accompagnare l'allusivo martellamento sulla capoccia posteriore) la partita del Vitellozzo nostrano ha felicemente inizio.