Inauguriamo la sezione estiva del diarozzo con una delle mie immancabili recensioni, vero trademark della mia produzione letteraria, così tanto per tirarmela un po'.
Si (ri)comincia con l'inedito "Vitellozzo a colori"...
Vitellozzo a Colori
30 Gennaio, anno del pacchista numero 6 (2009, per quelli che non avessero voglia di decriptare quel 6).
Al Tiburtina è di scena uno dei pezzi di storia di Affari Tuoi come dichiara solennemente lo stesso conduttore: Cristiano Goretti, al secolo Vitellozzo.
Cosa c'entri l'omonimo tragicomico personaggio di "Non ci resta che piangere" con questo allegro compagnone (a parte la terra d'origine toscana), di giorno professione cantoniere (di notte non si sa cosa traffichi), è un mistero che trascende le conoscenze dei più. Persino quella di chi quel nomignolo l'ha coniato alla zecca di Affari Tuoi. Al grido di "Col mi babbo" (4 dita piegate sul pollice ad accompagnare l'allusivo martellamento sulla capoccia posteriore) la partita del Vitellozzo nostrano ha felicemente inizio.





